Aimone Canape, l'ultimo testimone della cattura di Mussolini

Aimone Canape, l'ultimo testimone della cattura di Mussolini

Aimone Canape nato a Dongo il 25 luglio 1922, è morto a 94 anni, il giorno di Ferragosto. Era l’ultimo testimone dei componenti della squadra della 52sesima Brigata Garibaldi “Luigi Clerici, che il 27 aprile 1945, a Dongo, arrestò il duce Benito Mussolini.
Conosceva benissimo il tedesco e per questo mandarono lui, partigiano di soli 22 anni, a parlare con i militari del Terzo Reich provenienti da Menaggio, che i partigiani avevano bloccato tra Musso e Dongo, il 27 aprile 1945, sulla strada lungo la riva occidentale del lago di Como. In quel momento Aimone Canape, si trovò faccia a faccia con la storia d’Italia in uno dei suoi momenti più tragici. A quella colonna delle forze armate naziste si erano aggregati infatti Benito Mussolini e vari altri esponenti della Repubblica sociale italiana, che caddero così nelle mani dei partigiani al comando di Pier Luigi Bellini delle Stelle. Canape era l’ultimo sopravvissuto tra i testimoni diretti della cattura del Duce.
Secondo quanto era stato riferito a Canape da altri partigiani, Benito Mussolini, quando fu riconosciuto, non era travestito da soldato tedesco, ma si era rannicchiato carponi sul fondo di un camion, con un militare del Reich seduto su di lui nel tentativo di nasconderlo alla vista dei partigiani, pare che a tradirlo sia stato l’elmetto che portava in testa, rotolato sul pavimento dell’automezzo perché non agganciato sotto il mento. Aimone ebbe dunque anche modo di vedere il dittatore dal vivo. Il 28 aprile 1945 fu ucciso Benito Mussolini, a ucciderlo fu probabilmente il partigiano Walter Audisio, almeno secondo la versione ufficiale dei fatti, Mussolini sarebbe stato fucilato a Giulino di Mezzegra, insieme all'amante Claretta Petacci. Ma su questo Canape non aveva particolari rivelazioni da fare: il suo racconto non aveva nulla a che fare con i tanti sensazionalismi fioriti intorno alle ultime ore del Duce.
Solo nel Febbraio del 2010 ha deciso di rivelare il proprio ruolo, raccontando la propria versione dei fatti al giornalista Marcello Foa, il quale ha raccolto le testimonianze del partigiano nel libro Il ragazzo del lago.


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Saluti Recenti
Alberto Ciardi
Sentite condoglianze alla famiglia......
Alberto Ciardi
......
Alberto Ciardi
Condoglianze......
Alberto Ciardi
Mi dispiace......
Alberto Ciardi
Condoglianze !......
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