• Trieste - 08/07/2016

    “Xe tanti ani ormai...

    “Xe tanti ani ormai che son lontan de ti vecia Trieste mia son restà solo e gavevo voia de voia de compagnia” .

    Se ne andava oggi Lelio Luttazzi, celebre attore, cantante, musicista e presentatore di origini triestine. Studiò presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università di Trieste, fin da giovanissimo ebbe passione per la recitazione tanto da partecipare a vari spettacoli studenteschi e trasmissioni radiofoniche per Radio Trieste. Nel 1943 la svolta: con gli amici di ateneo, Lelio si esibisce al teatro Politeama, aprendo il concerto di Ernesto Bonino, cantante torinese molto in voga all'epoca. Quest'ultimo così colpito Luttazzi che gli chiese subito dopo di comporre una canzone per lui. Lelio accettò la sfida: dopo poco tempo inviò il suo pezzo e Bonino nel 1944 lo incise su vinile. La canzone era "Il giovanotto matto", il cui successo fu incredibile.

    Nel corso della sua carriera Luttazzi si occupò di trasportare sul piccolo schermo le trasmissioni radiofoniche e successivamente comparve come interprete in vari film, tra i quali ricordiamo L'ombrellone di Dino Risi del 1965.

    A Luttazzi va riconosciuto il merito di essere stato il primo italiano a portare in patria la musica jazz adattandola agli stili e allo spirito del Belpaese. Restando in ambito musicale, è importante ricordare la sua collaborazione con il cantante e concittadino Teddy Reno per il quale scrisse "Muleta Mia". Il 2008 è un anno importante per Luttazzi poiché, non solo tornò a vivere stabilmente a Trieste, ma uscì il suo nuovo album dal titolo "le mie preferite” . Il 26 dicembre dello stesso anno gli fu conferito il premio “Triestinità” per i suoi meriti artistici e per il suo profondo legame con la città. Nel febbraio 2009 partecipò al Festival di Sanremo accompagnando al piano Arisa e lasciando senza parole il pubblico durante l’esibizione di "Vecchia America".

    Da tempo malato di una neuropatia, il grande Lelio Luttazzi si spense la notte dell'8 luglio 2010 all'età di 87 nella sua amata Trieste. Lelio Luttazzi, l'uomo, l'autore, l'attore, il cantante, il compositore sarà sempre ricordato affettuosamente e con orgoglio dalla città di Trieste e da tutti i triestini.

  • Trieste - 28/06/2016

    Il 28 giugno 1943 ca...

    Il 28 giugno 1943 cadeva in via Pindemonte la prima partigiana combattente italiana.

    Alma Vivoda, nata a Chiampore, era stata un’organizzatrice dei nuclei antifascisti del muggesano assieme al marito Luciano Santalesa. La loro osteria “La Tappa” era stata un punto di ritrovo fondamentale. Alma, che era accesa sostenitrice del Partito Comunista, nonostante avesse frequentato soltanto le elementari, era una donna di vivida intelligenza. Sempre attenta ai problemi dell’emancipazione femminile e dell’internazionalismo, ebbe un ruolo fondamentale nella redazione e poi nella diffusione del giornale clandestino “La Nuova Donna”.

    “Alma ed io salivamo per la via Pindemonte. Incontrammo un milite della Polizia Ferroviaria, voltammo il viso per non essere riconosciute. Scorgemmo allora, tra i cespugli, un carabiniere a noi ben noto, di servizio a Muggia. Tutto accadde repentinamente. Il carabiniere cominciò a sparare, per fermarci. Alma estrasse una pistola e una bomba a mano, forse per dare anche a me un’arma per difenderci. Il carabiniere continuò a sparare all’impazzata e colpì Alma alla tempia. Io ero a terra, insanguinata. Egli mi affrontò, gli gridai se fosse impazzito. Intervenne il milite della Polizia Ferroviaria; il carabiniere gli ordinò di tenermi sotto tiro. Arrivò la Croce Rossa. Ritrovai Alma all’ospedale. Fino all’ultimo le restai vicina, tenendole la mano. Il suo sguardo in quell’istante non era di odio verso il suo assassino, ma di profonda tristezza, come di una madre che vede un proprio figlio su una mala strada”.

    Queste le parole, ancora impregnate di violenza, di Pierina Chinchio in ricordo di quei tragici attimi del 28 giugno 1943, quando parlò per l’ultima volta ad Alma Vivoda.

  • Trieste - 12/06/2016

    Ciao Stefano.

    Tries...

    Ciao Stefano.

    Trieste piange l'improvvisa scomparsa di Stefano Zollia, istruttore di nuoto triestino di soli 42 anni.

    Stefano ha rivestito per la città un ruolo di primo piano dedicandosi sempre con impegno e passione al mondo dello sport, in particolare nel tentativo di avvicinare i giovani all’attività sportiva.

    Missione sportiva, quella di Zollia per i giovani, che non ha smesso di intraprendere fino alla fine, poiché anche nel suo ultimo giorno stava accompagnando un gruppo di giovanissimi atleti ad una delle più importanti manifestazioni sportive in programma a Chianciano Terme.

  • Trieste - 04/06/2016

    Nasceva il 4 giugno...

    Nasceva il 4 giugno 1920 Fedora Barbieri, figura molto amata nel mondo della lirica, personaggio che riusciva spesso a suscitare passioni contrastanti.

    Nata a Trieste, verso la fine degli anni ‘30 passò al Centro di avviamento lirico del Teatro comunale di Firenze dove debuttò il 4 novembre del 1940. Gran donna dal carattere determinato, si dedicó sempre al teatro con amore, con passione e disciplina.

    Mezzosoprano, voce verdiana per antonomasia, poteva vantare nel suo curriculum di aver lavorato con figure del calibro di Toscanini, Karajan, De Sabata, Prêtre, Giulini, con registi come Luchino Visconti.

    Scomparsa il 5 marzo 2003, con Fedora Barbieri se ne andò un altro pezzo di un'epoca in cui la lirica era al centro della scena artistica, quando i suoi protagonisti vivevano dell'aura d'artista ambitissima oggi dai nuovi creativi.

  • Trieste - 31/05/2016

    E’ venuto a mancare...

    E’ venuto a mancare qualche giorno fa, all'età di 92 anni, Michele Lacalamita: primo presidente dell'Autorità portuale di Trieste.

    Lacalamita era un amante e un' esperto di mare tanto che indisse la famosa gara internazionale per il Molo Settimo alla quale si presentarono colossi di Hong-Kong e Singapore.

    Questo uomo dall'animo gentile, sempre dedito al suo lavoro, come lo ricordano gli amici, dedicò la sua intera carriera ai traffici marittimi raggiungendo la presidenza mondiale degli armatori e ricoprendo l'incarico di consigliere economico del comitato dei ministri dei trasporti dell'Ocse.

  • Trieste - 21/05/2016

    Se ne andava 17 anni...

    Se ne andava 17 anni fa Fulvio Tomizza, grande scrittore di frontiera, dotato di una naturale predisposizione alla scrittura e di grande gusto per le arti figurative.

    Per quanto riguarda il suo percorso di formazione, dopo aver conseguito la maturità classica, si trasferì dal piccolo villaggio della parrocchia di Materada dov’era nato, a Belgrado e Lubiana, dove incominciò a lavorare in ambito teatrale e cinematografico. Anno importante nella vita dell’allora giovane scrittore fu il 1954, quando la Zona B del Territorio libero di Trieste con inclusa Materada passò sotto l’amministrazione Jugoslava e Tomizza, allora appena ventenne, si trasferì a Trieste dove poi risiederà per tutta la vita.

    Un ricordo nella giornata di oggi va a questo grande uomo che ha saputo mantenere viva la memoria di quei tempi difficili che furono gli anni immediatamente dopo la seconda guerra mondiale a Trieste e in Istria.

  • Trieste - 18/05/2016

    Ricordando Lino Carp...

    Ricordando Lino Carpinteri.

    Il 18 maggio di tre anni fa, a 89 anni, veniva a mancare Lino Carpinteri : giornalista, scrittore, commediografo, autore delle "Maldobrie" e del periodico satirico "La Cittadella".

    Lo stile di Carpinteri non mirava tanto all'eleganza quanto al concreto, obiettivo principe nei suoi lavori era che il concetto venisse espresso in modo appropriato ed efficace. Nel quotidiano lavoro che soleva svolgere insieme al suo collega e amico fidato Mariano, chi arricchiva le battute, le rendeva accattivanti e gustose, era proprio il signor Lino Carpinteri. Egli non ha soltanto regalato a generazioni di triestini articoli, dialoghi, commedie e battute che sono rimaste nel lessico della città, il signor Lino ha creato un nuovo mondo interpretando gli umori, le nostalgie e le speranze di un territorio che è quello della città di Trieste.

    Lino Carpinteri nei suoi 89 anni di vita ci ha fatto sognare, ridere e pensare. Scomparso da tre anni, le sue parole continueranno a tenerci sempre compagnia.

  • Trieste - 17/05/2016

    Ricordando Norma Cos...

    Ricordando Norma Cossetto.

    Norma Cossetto, nata il 17 Maggio 1920, è stata una studentessa italiana di origini istriane, originaria di un paese vicino Visignano. Norma fu vittima dei partigiani titini dell'esercito popolare di liberazioni della Iugoslavia. A quel tempo Norma era una giovane studentessa, si stava laureando in lettere e filosofia all'università di Padova ed apparteneva a una nota famiglia di possidenti fascisti. Era l’estate 1943, Norma girava spesso in bicicletta per i paesi dell'Istria, visitando municipi e canoniche alla ricerca di archivi che le consentissero di sviluppare la sua tesi di laurea intitolata “Istria Rossa”, in riferimento alla terra ricca di bauxite. La tragica vicenda che si svilupperà in seguito e coinciderà con la brutale fine della vita di Norma iniziò l’8 settembre, nel momento in cui la famiglia cominciò a ricevere minacce armate. Il successivo 25 settembre del '43, diciassette giorni dopo la capitolazione dell'Italia e il disfacimento dell'esercito, un gruppo di partigiani titini, appoggiati dai partigiani comunisti italiani, approfittando dello sbandamento genera­le irruppe in casa Cossetto facendo razzia di ogni cosa. La data che segnò maggiormente il corso delle vite della famiglia fu quella del 27 settembre, quando Norma fu arrestata dai partigiani insieme altri parenti, conoscenti ed amici per non essere mai più rilasciata.

    Norma ora riposa assieme al padre nel cimitero di S. Domenica di Visinada, una frazione di Visignano. In memoria di questa donna, luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio, nell’autunno 1944 a Trieste nacque il Gruppo d' Azione Femminile Norma Cossetto, unico esempio di corpo paramilitare femminile della. L’ 8 febbraio 2005 l'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha insignito Norma Cossetto della Medaglia d'oro al merito civile.

  • Trieste - 16/05/2016

    16 maggio 1955: rico...

    16 maggio 1955: ricordando Toinon Enenkel.

    Toinon Enenkel, nata a Trieste il 16 ottobre 1893, fu una straordinaria cantante lirica. Grazie la sua pronuncia perfetta, la sua bellezza delicata e le sue grandi capacità interpretative ebbe una brillante carriera che durò tutti gli anni Dieci e Venti del XX secolo. Questa Diva si avvicinò a quella che ben presto sarebbe diventata la sua professione a soli nove anni, dopo un breve periodo di studi del violino al Conservatorio Tartini di Trieste dove si mise in luce per le sue brillanti doti musicali. Solamente nel 1910 iniziò lo studio del canto dando così libero sfogo al suo talento e diventando ben presto una delle voci più promettenti di quegli anni. Il debutto ufficiale si tenne al Teatro Fenice di Trieste nel settembre del 1912, un vero e proprio trionfo con la sua impeccabile interpretazione di Violetta in La traviata di Giuseppe Verdi.

    Dopo i primi concerti tenuti al Teatro Fenice di Trieste, al Ristori di Capodistria ed al Minerva di Udine, arrivò l'ingaggio del Teatro Duse di Bologna seguito a ruota da una proposta del del Teatro Rossini di Venezia finchè nella primavera del 1913 fu finalmente scritturata dal teatro di Roma. Toinon Enenkel si spense nella sua amata Trieste il 16 maggio 1955.

  • Trieste - 16/05/2016

    Ricordando Giorgio V...

    Ricordando Giorgio Venanzi.

    Giorgio Venanzi, scomparso a 83 anni il 16 maggio del 2008, fu una figura significativa dell’ambiente sportivo triestino.

    Molto amato dagli sportivi della zona e non solo, Venanzi è considerato ad alti livelli uno tra i miglior pattinatori veloci della storia di questa disciplina.Iniziò la sua carriera in tenera età nelle giovanili del Dopolavoro Ferroviario, per passare poi nella Triestina delle rotelle. La sua specialità era la velocità su strada ma non solo, campione anche su pista avendo collezionato durante la sua carriera sei titoli iridati e 73 primati mondiali consecutivi. Data importante quella del 1948 dove, nell’ambito del primo campionato mondiale organizzato dopo la fine della guerra a Monfalcone, conquistò il titolo mondiale nei mille e nei 5 mila metri.

    Atleta a 360°, Venanzi si dedicò anche alle immersioni in apnea, allo sci e alle arrampicate in montagna. Passioni che Venanzi continuò a coltivare fino ai suoi ultimi giorni.

  • Trieste - 05/05/2016

    Se n’è andato improv...

    Se n’è andato improvvisamente Mario Valenta, storico oste che aveva festeggiato da poco il suo 81esimo compleanno.

    La comunità triestina piange uno dei principali rappresentati della gastronomia locale. Da Mario in via Torrebianca era un punto di riferimento non solo nel campo della ristorazione ma anche uno dei luoghi preferiti da Impiegati e agenti di commercio che lavoravano nelle vicinanze.

    Mario Valenta con la sua simpatia, la sua parlantina e bravura nel intrattenere i clienti è stato per decenni il rappresentante di una certa l’immagine di buffetteria locale che non verrà certo dimenticata.

  • Trieste - 02/05/2016

    All'età di 88 anni è...

    All'età di 88 anni è moto Ugo Guarino, pittore e disegnatore triestino che con le sue vignette, giorno dopo giorno, non si è limitato a rappresentare la cronaca ma l'ha reinterpretata, contribuendo a fare la storia attraverso le immagini.

    Nato a Trieste il 27 febbraio 1927, Guarino iniziò a collaborare con La Domenica del Corriere a partire dal '52, grazie all'amicizia con Dino buzzati. Negli anni Sessanta si trasferì negli Stati Uniti dove collaborò con l'agenzia Ansa nelle sezioni di cronaca d'arte e cronaca nera. All'interno dei suoi lavori convivono tenerezza e forza, messaggi che a cominciare dalla battaglia per i manicomi "aperti" egli seppe trasmettere attraverso l'uso della matita. L'unico punto fermo di questo artista dal cuore d'oro, come più volte definito da chi lo conosceva, è sempre stato uno solo: il desiderio di libertà.

    Ugo Guarino non era solo un produttore di immagini, continuerà ad essere ricordato come "l'ingenuo, dolce, tenero redattore di una pagina sottotitolata per non leggenti", come venne definito da Indro Montanelli.

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