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  • Palermo - 02/08/2016

    Luca Sidoti

    Oggi il quartiere Zisa saluta per l'ultima volta a Luca Sidoti, ragazzo di soli 18 anni scomparso drammaticamente nella notte tra sabato e domenica in seguito ad un incidente su viale Ercole.

    Doveva essere una serata come tante, passata in compagnia degli amici e della fidanzata Martina, poi la tragedia attorno alle 3.40 del mattino. Dopo solo sgomento, dolore ed incredulità.

    Non esistono parole in grado di trovare un senso ad una perdita del genere. Resta solo il ricordo della sua solarità, della sua voglia di vivere. Pregando affinché il suo sorriso possa dare la forza alla famiglia e al suo amore Martina.

    Buon viaggio Luca.

  • Ferrara - 18/12/2015

    Lo sport ferrarese è...

    Lo sport ferrarese è in lutto. Si è spento il dott. Bruno Tilli, per anni medico sociale della Spal e della Giacomese.

    Bruno aveva 73 anni, una vita dedicata al suo lavoro di ortopedico e alla sua grande passione per il calcio.

    Lascia la moglie Nella, la figlia Pierangela ed il figlio Massimo.

    Ci uniamo al loro dolore, ricordando una brava persona, nonché uno stimato e sempre disponibile professionista.

    Riposa in pace.

  • Ferrara - 02/01/2016

    Ferrara in lutto per...

    Ferrara in lutto per la scomparsa del tenente colonnello Primiano Palmieri.

    Palmieri era di Rovigo, ma dal '94 operava nella Compagnia Carabinieri di Ferrara e Provincia. Prima come Tenente, poi al Comando della Compagnia Carabinieri di Portomaggiore e infine dal 2005 come Capo Ufficio Comando del Comando Provinciale di Ferrara.

    Una carriera brillante, costellata da ottimi risultati operativi e continui attestati di fiducia e stima sia per la professionalità che per le doti umane. Un percorso straordinario interrotto bruscamente da un'improvvisa ed implacabile malattia,che non gli ha lasciato scampo, ma che non ha di certo indebolito il suo ricordo indelebile tra colleghi, autorità e cittadini.

    Grazie per l'enorme contributo offerto in tanti anni di servizio.

    Riposa in pace.

  • Ferrara - 08/01/2016

    Addio a Paolo Mandin...

    Addio a Paolo Mandini, “il dissidente”.

    Aveva 72 anni, gran parte spesi per la politica, o meglio per tentare di cambiarla. Dal carattere fumantino e dai granitici principi, fu dirigente del Pci-Pds negli anni '80 e '90, e assessore allo Sport di Ferrara fino allo strappo con il partito, allora rappresentato dalla figura di Soffritti. Era anche giornalista, nonché responsabile dell’ufficio stampa di Coop Estense a Modena, dove ha rappresentato per anni una figura di spicco nel mondo delle cooperative.

    Nel '94 quando Mandini, con una manciata di dirigenti, sottopose a una riunione del comitato federale del Pci un documento sulla questione morale circa un adeguamento del gruppo dirigente ferrarese del Pds e un rinnovamento delle sue strutture e dei suoi metodi di direzione. Da allora non smise mai di denunciare ciò che non aderiva agli ideali della sinistra e, più in generale, ad un'etica rigorosa.

    La politica è stata la sua passione fin da ragazzo, una passione che lo portò a tessere rapporti politici e umani a qualsiasi livello, al punto da diventare amico di Alexander Dubcek, il protagonista della Primavera di Praga, e ad avere contatti anche con Mikhail Gorbaciov.

    Ferrara perde un politico appassionato, un giornalista impegnato, ma soprattutto persona onesta.

  • Ferrara - 12/01/2016

    Pontelagoscuro non d...

    Pontelagoscuro non dimentica Carmine Della Sala.

    L'11 gennaio del 1973, mentre si trovava in servizio con un collega più giovane, Carmine notò una macchina fermasi davanti ad una banca. A inspospettirlo fu il motore lasciato acceso, così mandò il collega a chiedere rinforzi, mentre lui si avviò verso l'entrata dell'istituto. Avvicinatosi, si accorse del tentativo di una rapina in atto, così fece irruzione. Appena entrato, Carmine venne raggiunto all'addome dal fuoco di un malvivente. Tuttavia rispondere cone le armi avrebbe messo a repentaglio l'incolumità dei molti presenti, così ingaggiò una colluttazione con i due rapinatori in fuga. Raggiunta la loro auto, Carmine vi entrò, proseguendo all'interno della vettura una lotta estenuante. Ferito da diversi proiettili e percosso con i calci delle pistole, Carmine venne lasciato alcune centinaia di metri più in là esamine sulla strada.

    Il suo fulgido esempio di consapevole sprezzo del pericolo e di incondizionata dedizione al dovere, insignito di Medaglia d'oro al valore militare, vive ancora oggi nei cuori dei quanti ricordano il suo eroico sacrificio.

  • Ferrara - 26/02/2016

    Comacchio in lutto p...

    Comacchio in lutto per la morte di Gian Romano Cinti, operaio 52enne venuto tragicamente a mancare in seguito ad un incidente sul lavoro.

    Responsabile della compagnia teatrale “Briciole di Teatro”, nonché grande appassionato di musica, Gian Romano era molto conosciuto e stimato in città. La notizia del suo drammatico epilogo si è diffusa rapidamente, destando profondo cordoglio in tutta la comunità lagunare.

    Una fine assurda che però non potrà cancellare il ricordo di un onesto lavoratore, un cittadino appassionato, ed un grande padre di famiglia.

  • Ferrara - 07/03/2016

    Spettacolo in lutto:...

    Spettacolo in lutto: è morto Giorgio Ariani, artista ferrarese protagonista di tanti film comici e programmi televisivi.

    Doppiatore di Oliver Hardy, ha prestato la sua voce al personaggio di Ollio, insieme a Enzo Garinei (Stanlio), in una trentina di film. Partecipò a numerose trasmissioni televisive tra cui Drive In negli anni ’80 o “L’Altra Domenica”, condotta da Renzo Arbore.

    Nel cinema Ariani ha acquistato popolarità con le commedie "Il sommergibile più pazzo del mondo" e "Pierino la peste alla riscossa". Ha lavorato anche con Roberto Benigni nel film "Pinocchio" (2002); con Leonardo Pieraccioni in "Una moglie bellissima" (2007) e "Io & Marilyn" (2009) e con Neri Parenti nel film "Amici miei. Come tutto ebbe inizio" (2011).

    Fiorentino di adozione, con Ariani se ne va un'icona della comicità italiana degli anni '80 e '90.

  • Ferrara - 04/04/2016

    Oggi salutiamo per l...

    Oggi salutiamo per l'ultima volta Alberto Fontanesi, storico attaccante della Spal.

    Nato 87 anni fa a Castel d'Ario, è poi di fatto vissuto a Tresigallo fino al suo ultimo istante. Cresciuto nelle giovanili della Tresigallese, passò poi alla Bondenese, per poi disputare quattro stagioni in casa Spal fra serie B e serie A negli anni '50, con la bellezza di 31 reti.

    Vestì anche altre casacche del prestigio di Udinese, Lazio, Verona e Sambenedettese, guadagnandosi anche la convocazione in Nazionale, dove addirittura siglò una rete contro gli Stati Uniti.

    In serie A con la Spal giocò a lungo al fianco del fratello minore Carlo, il quale ha poi proseguito la carriera in categorie inferiori rimanendo nel Ferrarese. Pilastri poi della società Tresigallo, nel loro paese avviarono una fiorente attività commerciale.

    Con Alberto se ne va un pezzo della nostra storia.

    Fai buon viaggio.

  • Ferrara - 07/04/2016

    Ad un anno dalla sua...

    Ad un anno dalla sua morte, ricordiamo Alfio Ghedini, uno dei punti di riferimento del Partito socialista a Ferrara e provincia.

    Nella sua lunga carriera è stato vicesindaco del municipio matildeo, presidente dell’assemblea dell’Usl 31 fino al momento in cui vi fu la scelta di spostare l’ospedale a Cona ed egli mostrò il proprio dissenso dimettendosi dall’incarico. Rivestì, inoltre, la carica di presidente Acft dal 1991 al 1995 e fu vicepresidente dell’Anri dal 2000 al 2005.

    Oltre ad aver lasciato un grande vuoto, con la morte di Alfio Ghedini si ha la consapevolezza di aver perso un uomo che ha fatto del suo impegno pubblico una missione di vita, con coerenza, coscienza e rispetto delle istituzioni e della collettività. Egli sarà ricordato non solo per le sue capacità e per l’importanza rivestita nelle istituzioni come politico, ma soprattutto come persona unica, dotata di grande umanità e profondità di pensiero. Il socialista Pietro Nenni diceva ‘essere socialisti significa portare avanti tutti quelli che sono nati indietro’. Questo è stato uno dei massimo precetti per Alfio per il quale la parità, l’eguaglianza e il superamento del bisogno sono stati gli obiettivi a cui tendere sempre.

    Il suo insegnamento e la sua rettitudine saranno sempre d’esempio e costituiranno un tesoro per le generazioni future.

  • Ferrara - 11/04/2016

    In occasione del cin...

    In occasione del cinquecentesimo anniversario dell’edizione ferrarese de “L’Orlando furioso” - edito nel 1516 - oggi, lunedì 11 Aprile, si inaugura il ciclo di eventi che il Liceo Ariosto dedica alla ricorrenza.

    Il primo appuntamento sarà con il relatore della conferenza, Claudio Cazzola, alle ore 9,30 nell’atrio Bassani dello stesso Liceo, in collaborazione con l’associazione Ferrariae Decus. Il titolo del suo intervento è “Il bosco e il labirinto” e – come egli spiega- la spiegazione risiede nel fatto che entrambi i luoghi appartengono ad Ariosto: il bosco è il luogo delle delizie, di incontri favolosi e magici, e ricorda Ferrara; il labirinto, invece, rievoca l’esilio coatto in Garfagnana, a cui Ariosto fu costretto dal Duca, ed è descritto come fuori dal mondo e pieno di briganti. Bosco e labirinto sono, quindi, le due facce della stessa medaglia e tale dualità percorre tutto il poema.

    A seguire è prevista, alle 11.15, all’interno della scuola, la mostra ‘L’Ariosto dei centenari: arte e memoria (1974-2014)’; si tratta di una raccolta di materiale documentario, con manifesti realizzati nel 1974 da importanti illustratori.

    Il 22 Aprile – il giorno stesso dell’edizione dell’opera - sarà presentato il volume ‘L’Orlando furioso nello specchio delle immagini’, a cura della docente Lina Bolzoni, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni. E la serie di eventi in onore del poeta cinquecentesco non finisce qui: il mese di Maggio sarà caratterizzato da convegni, letture e percorsi guidati in città. Il 3 Maggio ci sarà la conferenza dal titolo ‘La magia e il desiderio: il castello di Atlante’ a cura del docente Pietro Cataldi; il 18 Maggio ci sarà un altro intervento ad opera di Paolo Fabbro intitolato ‘Elogio di Rodomonte: necessità narrativa dei Cattivi’.

    A queste due date si aggiungono i percorsi nei luoghi ariosteschi in compagnia degli studenti del Liceo, in data 14 e 21 Maggio, ed alcuni rappresentanti della cultura e delle istituzioni leggeranno brani tratti dal poema.

  • Ferrara - 12/04/2016

    Un anno fa moriva Fi...

    Un anno fa moriva Filippo Cavallari , all’età di 76 anni, conosciuto dagli amici con il nome di "Fifi".

    Fifi era molto noto ed apprezzato come una persona solare, schietta e diretta. Sempre pronto alla battuta, mai imbronciato, egli era amato per la sua graffiante ironia, che lo ha accompagnato anche dopo la pensione.

    Geometra impiegato al Comune, si era ritirato presto dalla scena lavorativa ma era rimasto comunque attivo, conservando il suo tipico buon umore, nonostante una grave malattia. Amava scherzare con battute e barzellette; altre due grandi passioni erano i viaggi, che ha continuato a fare fino al momento in cui la salute glielo ha permesso, e le tradizioni popolari, come il dialetto locale.

    Reduce da una frattura, si era ripreso bene ma successivamente le sue condizioni sono terribilmente peggiorate ed è stato ricoverato all’Ospedale del Delta, dove si è spento. Ha lasciato un grande vuoto nella vita della moglie Maria, dei figli Maria Alessia, Sabrina, Sandro e Sara e dei nipoti.

  • Ferrara - 26/04/2016

    Si è spento il pitto...

    Si è spento il pittore Alberto Cavallari.

    Nato 91 anni fa in provincia di Ferrara da una famiglia poverissima, studiò presso l'istituto Dosso Dossi. La sua giovinezza, a dir poco travagliata, fu profondamente legata alle vicende della seconda guerra mondiale e ai fatti che portarono alla Liberazione, casualmente celebrata proprio ieri.

    Da Neubranderburg a Uttingen, da Trier a Creutzwald, da Sarreguemines a Limburg, fino a Buchenwald, Cavallari fu costretto a vivere prigioniero nei lager tedeschi dal '43 al '45.
    Torturato, arrivato a pesare 38 chili e gravemente ferito, venne salvato da un capitano medico americano di nome Douglas che se ne prese cura, al punto che Cavallari promise che se avesse vissuto abbastanza da avere un figlio lo avrebbe chiamato Douglas. E così fece.

    Fu durante la sua prigionia che iniziò la sua straordinaria produzione artistica, e proprio grazie ai ritratti fatti ai suoi aguzzini gli fu risparmiata la vita.

    Oggi 56 di queste opere di estremo realismo si trovano al Museo del Deportato di Carpi.

    La sua arte, come la sua storia, continueranno a vivere nei cuori e nelle menti di tutti noi.

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