A quattro anni dal tragico naufragio della Costa Concordia, il nostro ricordo si posa su Giuseppe Girolamo, un batterista di Alberobello che faceva parte dello staff della crociera. Un ragazzo di trent'anni con una sconfinata passione per la musica.

Quella notte Giuseppe era a bordo e si trovò nel panico del fuggi fuggi generale quando il transatlantico iniziò a piegarsi su un fianco. Parte delle scialuppe, quindi, non era più utilizzabile e, all'ordine di abbandonare la nave, partì una frenetica corsa al grido di “si salvi chi può”. A Giuseppe, in quanto parte dell'equipaggio, spettava un posto, ma quando ormai era sul punto di riportare la pelle a casa, si accorse di una bambina rimasta fuori da quella gelida conta per la sopravvivenza. Il giovane musicista non esitò un istante, si alzò e lasciò il suo posto alla piccola, pensando che in fin dei conti lui se la sarebbe cavata. Purtroppo Giuseppe non sapeva nuotare.

Il 22 marzo, due mesi dopo il naufragio, il suo corpo senza vita fu ritrovato sul fondale.

Tra polemiche, processi e problemi di logistica, non è stato mai dato il giusto riconoscimento a questo gesto di straordinario coraggio e rara solidarietà.

Ma per noi Giuseppe è un eroe, ed è così che vogliamo ricordarlo.