94 anni fa nasceva a Bergamo Giacomo Baracchi, grande calciatore italiano e 11° presidente dell’Atalanta, ricordato per le sue spiccate doti come attaccante.
Con una passione fuori dal comune Giacomo inizia ad avvicinarsi al suo sogno crescendo nella squadra Ragazzi dell'Atalanta, con cui riesce anche ad esordire nel Torneo di guerra del 1943-1944 scendendo in campo nella partita persa per 4-1 contro il Varese. A fine stagione smette di giocare, salvo poi riprendere momentaneamente l'attività agonistica nella stagione 1951-1952, nella quale gioca 14 partite nella Pro Lissone, in Serie C.
Nel febbraio 1969 viene incaricato da Achille Bortolotti e Massimo Masserini, all'epoca azionisti di maggioranza dell'Atalanta, come nuovo presidente della società bergamasca. Ricoprirà questo ruolo fino al 20 dicembre dello stesso anno, quando venuto a conoscenza del fatto che Bortolotti esonerò a sua insaputa l'allenatore Viciani, decide di dimettersi. Si occupò anche di ciclismo dedicando al padre il leggendario trofeo Baracchi, la cronometro a coppie che vide correre a Bergamo i più grandi assi delle due ruote come Coppi, Bartali, Magni, Anquetil e Merckx.
Un uomo di grande determinazione e forza di volontà, che non è mai andato contro i suoi principi, a costo di sacrificare se stesso. Bergamo lo ricorda ancora oggi con molto affetto, ripensando agli anni delle sue partite.
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